La cultura della Caveja dagli anelli nella tradizione romagnola


Tutti i romagnoli avranno presente l’immagine della Caveja, ritenuta per eccellenza uno dei simboli tradizionali più rappresentativi della cultura popolare e folkloristica della Romagna.

La sua storia affonda le proprie radici nella tradizione contadina poiché si trattava di un’asta di acciaio applicata ai carri ed agli aratri per tenerli uniti al giogo dei buoi. Le Caveje erano realizzare in ferro battuto da abili fabbri che sapevano rendere ogni pezzo unico grazie a diverse decorazioni. Tra queste la più nota è certamente quella con il gallo, ossia il “pollo romagnolo”, una particolare razza ruspante che popolava le aie fino alla diffusione degli allevamenti in batteria. Per la sua realizzazione ed i suoi ornamenti, la Caveja era per ogni contadino motivo di orgoglio, da mostrare con fierezza sia al lavoro che nelle occasioni pubbliche.

Una componente importante della Caveja erano poi una serie di anelli posti all’estremità superiore. Questi grossi anelli, sempre in ferro battuto, dovevano “suonare” con il movimento dei buoi. Le Caveje venivano realizzate in questo modo perché il pesante rumore era utilissimo soprattutto di notte per segnalare il passaggio ed evitare incidenti. Continua a leggere

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