Zuppa di visciole, tra gusto e semplicità


La zuppa di visciole, anche conosciuta come il dolce dei poveri per via degli ingredienti di basso costo, è una ricetta semplice e sincera come lo sono le materie prime che la compongono: pane raffermo e visciole, una qualità di ciliegie facilmente reperibile in natura.

Questo saporito dolce della tradizione popolare compare anche nel manuale “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” di Pellegrino Artusi, indiscusso padre della cucina moderna italiana. La preparazione è facile e veloce ed il risultato è garantito.

Non bisogna far altro che tagliare a fette sottili il pane, meglio se di tipo toscano,  e nel frattempo lavare le piccole ciliegie. I più pazienti possono anche levare il nocciolo, ma è un lavoro certosino che non tutti han voglia di fare e il risultato rimane pressoché invariato.

Il passo successivo consiste nel metterle sul fuoco con un po’ di vino rosso fino a raggiungere l’ebollizione. A questo punto si aggiunge lo zucchero, diciamo in misura che equivale a un terzo del peso delle ciliegie, e si mescolano delicatamente. Quando iniziano a sciroppare, si assaggiano per sentire se lo zucchero è sufficiente e si tolgono dal calore solo quando diventano aggrinzite e hanno rilasciato il loro liquido.

Le fette di pane si adagiano su un vassoio dai bordi un po’ alti e si ricoprono con le visciole e il loro sciroppo. Si procede per strati e si mette a raffreddare in frigorifero. La zuppa di visciole si conserva per diversi giorni e con il passare del tempo diventerà sempre più buona e saporita. In mancanza di pane, l’Artusi indica il pan di Spagna e i savoiardi come alternativa.

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