Uva e proverbi


Ispiratrice di tante nature morte, con le sue sfumature che vanno dal verde, al giallo, all’oro, sino al rosa, al viola e al blu, l’uva è forse il frutto che meglio rappresenta il mese di settembre in Romagna. In questo mese infatti si concentra la gran parte del lavoro di vendemmia e anche i grappoli da portare sulle tavole sono ormai giunti al punto di maturazione ideale per essere gustati dopo un pasto o come spuntino.

Oltre a stimolare la fantasia di artisti, cuochi e buongustai, l’uva ha ispirato  nel tempo anche una serie di detti popolari e superstizioni. Provenienti da regioni d’Italia differenti, in rima o in prosa, molti di questi proverbi trovano però un corrispettivo in tutti i dialetti e in diverse tradizioni popolari, fra le quali anche quella Romagnola.

Bella vigna poca uva: come dire che l’apparenza spesso inganna, così una vigna dalle foglie rigogliose toglie vigore e luce all’uva.

Chi vuole tutta l’uva non ha buon vino: il monito in questo caso è di non anticipare i tempi di un affare o un evento solo per arrivare prima degli altri. Per fare il buon vino infatti bisogna attendere che l’uva sia  matura e non raccoglierla prima del tempo per paura che venga rubata.

Chi mangia l’uva a Capodanno conta i quattrini tutto l’anno. Che sia per superstizione o per abitudine, sono in tanti ad attenersi fedelmente alla regola di mangiare almeno un po’ d’uva la notte di Capodanno. Ma in quanti sanno effettivamente il perchè di questo detto? La chiave del proverbio è ancora una volta spiegata dai tempi della natura, se non fosse per le serre o per la frutta che ci giunge da lontane terre esotiche infatti, mangiare l’uva il 31 dicembre non sarebbe così semplice. In passato, quando queste comodità  non esistevano, raccogliere l’uva in pieno inverno significava aver avuto un ricco raccolto, e di conseguenza poter contare su una vendemmia abbondante e molto redditizia.

Sempre legati ai tempi di maturazione dell’uva ci sono poi una serie di proverbi dedicati ai santi e alle feste: si dice allora che “A San Lorenzo l’uva nereggia” (10 agosto),  e ancora che “Quando San Gallo taglia l’uva, buon segno per il vino” (16 ottobre), e infine che “Chi vuol fare un buon vino, pota e zappa la vite a San Martino” (11 novembre).

Infine, dato che anche i sogni rivestono un ruolo di grande importanza nella tradizione popolare, in quanto portatori di buoni o cattivi auspici si dice che:
Porta fortuna sognare un vigneto carico d’uva, segno di abbondanza e ricchezza, ma porta sfortuna sognare l’uva bianca, perché pare sia portatrice di lacrime.

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