La Sangiovesa: sapori, colori e storie della Romagna


Il ristorante osteria La Sangiovesa non ha bisogno di presentazioni, ormai famosa in tutta Italia come una delle patrie del buon mangiare romagnolo ha ricevuto anche per il 2011 i tre gamberi, vale a dire il punteggio massimo assegnato dalla più prestigiosa guida enogastronomica italiana, Gambero Rosso.

Per chi si trova in viaggio e vuole provare il meglio della tradizione culinaria locale, La Sangiovesa è una delle tappe da non perdere assolutamente, oltre che per la cucina, anche per la meravigliosa struttura in cui il ristorante si trova, all’interno dell’antico Palazzo Nadiani in Piazza Beato Simone Balacchi, e per la cura nella scelta degli allestimenti e di ogni dettaglio che si rivela a poco a poco nel corso della serata. Se poi servissero altri argomenti per convincervi a visitarla, aggiungiamo che Santarcangelo, cittadina dell’entroterra riminese a pochi minuti di auto dagli hotel di Rimini, è la terra natia di uno dei più importanti artisti, scrittori, poeti romagnoli, Tonino Guerra,  che de La Sangiovesa è stato padrino e ideatore insieme a Manlio Maggioli, editore di Santarcangelo e ancor oggi proprietario del locale.

L’ottima cucina dello chef Massimiliano Mussoni si basa sulla tradizione locale e sulla ricercatissima qualità di ogni ingrediente, prodotto in gran parte nella Tenuta Saiano, la fattoria recentemente comprata da La Sangiovesa in cui si allevano gli animali e si coltivano gli ortaggi necessari alla preparazione degli ottimi piatti proposti.

Oltre ad  essere un tempio del gusto poi, La Sangiovesa è anche un piccolo museo dove si mischiano  tradizioni contadine, arte, cultura e storia, a partire dalla giunonica Sangiovesa nata da un bozzetto di Federico Fellini che accoglie i visitatori sin dall’insegna. All’interno le stanze sono tutte differenti, con nomi e arredi che richiamano personaggi, eventi e storie popolari, dagli antichi arnesi di ferro battuto che ornano la Sala Campo della fiera, alle scene teatrali dipinte sulle tele e i bellissimi cappelli anni ’30 di Teresa Franchini, attrice di Santarcangelo di inizio secolo, che abbelliscono la Saletta del Teatro dei Condomini. E ancora libri e stampe  di Tonino Guerra, archi e volte nella Sala Malatesta, l’antichissimo pozzo al centro della Sala del Cantinone, le grotte e le cantine del piano inferiore, scavate nel tufo attorno all’anno Mille. Sette enormi stufe maiolicate, i cui colorati disegni vengono anch’essi dalla fantasia di Tonino Guerra, troneggiano infine in sette diverse sale, come invito a godere della cucina e del calore di questi ambienti davvero magici.

Proprio come di ritorno da un viaggio, prima di andarvene vale la pena fare un’ultima sosta nella Bottega delle Robe e della Bontà, dove acquistare vini, conserve, miele, e altre delizie tutte da provare.

Il ristorante La Sangiovesa è aperto tutte le sere, per riservare un tavolo telefonare allo 0541 620710.

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