Cibo e colori


Cosa ci attira di più quando vediamo un’insalata mista? e una macedonia? Prima del sapore e molto prima del pensiero che quel pasto leggero ci farà bene o ci farà dimagrire, ad attrarre la nostra attenzione è sicuramente l’insieme di colori vivaci e quindi, apparentemente, sani.

L’aspetto e il colore dei cibi sono le caratteristiche che più influenzano la nostra spesa al supermercato, e  lo sanno bene gli addetti marketing delle grandi catene alimentari che da anni applicano meticolosamente le indicazioni estrapolate da saggi e studi di psicologia della percezione.

Il bianco può essere solenne, semplice, genuino, come le torte nuziali, il riso e il latte, ma un alimento bianco difficilmente verrà percepito come qualcosa di molto saporito e appetitoso.

Il rosso è caldo, inebriante, energetico come i sughi, il vino, la carne, ma la quantità di cibi rossi si riduce nel piatto di chi si mette a dieta o ha bisogno di un periodo di disintossicazione per il corpo.

Il verde richiama la natura, la primavera, la rinascita e al pensiero di depurarci visualizziamo istintivamente cibi di questo colore. Se al contrario vogliamo coccolarci il giallo intenso e il marrone, le uova, il miele, la cioccolata e i datteri, saranno una soddisfazione per gli occhi prima ancora che per il palato.

Pur sapendo che in ogni cultura i colori assumono valore differente, oggi siamo altrettanto consapevoli che una delle conseguenze più manifeste della globalizzazione riguarda la percezione del bello e del brutto, del buono e del cattivo, sempre più omologata internazionalmente, e assorbita a livello inconscio.

Questo è particolarmente evidente, per restare in ambito di cibo, quando entrando in un ristorante ci facciamo un’idea del tipo di menù, clienti e prezzi semplicemente valutando i colori dell’arredo.

In un fast food quello che ci aspettiamo di vedere in abbondanza, nei vestiti dei camerieri, nell’arredo tavola e dentro ai nostri piatti sarà il colore rosso, che secondo alcuni studi ha la funzione di stimolare i clienti al consumo, ma il rosso è praticamente bandito nei ristoranti vegetariani, dove sembra fuori luogo quasi come una bistecca al sangue, o nei ristoranti che propongono menù contemporanei (dalla cucina fusion a quella etnica rivisitata, passando per la cucina destrutturata) dove il minimalismo delle forme e l’uso del bianco e nero è d’obbligo.

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