La piadina? Ecco un po’ di storia


Per molti sarebbe impensabile una Romagna senza la piadina. Infatti questo prodotto, con la sua forte connotazione regionale, è uno dei simboli più caratteristici dell’identità culinaria romagnola. Questa terra ha uno stretto legame con la propria tradizione, soprattutto enogastronomica, e la piadina vi rientra a pieno titolo. Forse non tutti sanno che il suo diretto “antenato”, ovvero una focaccia azzima di farina, acqua e sale, vanta origini molto antiche, anche se la prima testimonianza scritta della ricetta è solo di fine ‘300.

Tuttavia la sua storia è di gran lunga precedente. La piadina si fa risalire agli Etruschi che erano soliti impastare focacce di cereali dalla consistenza molto simili alla piadina. Successivamente i Romani, tra le altre cose, fecero propri anche alcuni usi culinari etruschi tra cui questa particolare focaccia.

È stato Giovanni Pascoli a conferire dignità “classica” alla piadina identificandola, naturalmente ancora in forma primitiva, con il tipico pane rude sulle mense latine. In età medievale questo sostitutivo del pane continuò ad esistere fino al Rinascimento, dove l’evoluzione più sofisticata della cucina mise un po’ in ombra la semplice piadina. Nell’Ottocento abbiamo poi una significativa ripresa fino ad oggi sempre più incrementata.

Nel 2000 la piadina è un prodotto di grande consumo ormai sempre più alla pari di altri cibi tipici degli snackbar per un pasto che sia veloce ma allo stesso tempo ricco di gusto.

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