Sangiovese, storia di un vino romagnolo


Vini tipici RomagnaSi chiama Sangiovese ma i santi con la sua storia non c’entrano proprio, c’entrano invece i monaci del Monastero dei Frati Capuccini di Santarcangelo di Romagna che, secondo la leggenda, nel lontano ‘600 offrirono il vino preparato con le uve della loro terra a illustri ospiti in visita al Monastero, fra cui pare ci fosse un papa. Entusiasta per quel sapore mai sentito, secco e ruvido, che nasconde un retrogusto amarognolo molto gradevole, il pontefice chiese il nome del vino e la risposta dei monaci fu Sanguis Jovis, Sangue di Giove.

Di nuovo il Sangiovese torna ad essere parte di una leggenda legata ad un ottocentesco personaggio, il Passatore, soprannome di Stefano Pelloni, il più famoso dei briganti attivi in Romagna a metà Ottocento. L’uomo a cui anche Pascoli rese omaggio in una poesia era di certo uno dei più temuti e violenti criminali dell’epoca, ma la sua vicinanza al popolo e le sue gesta di ribellione verso i potenti lo trasformarono in breve in un eroe alla Robin Hood. Di lui si racconta che amasse le donne e il Sangiovese più di qualsiasi altra cosa. Il suo profilo, barbuto e con un cappello sempre calzato in testa, è divenuto il logo del Consorzio Vini di Romagna.

Per il suo sapore schietto e robusto, esuberante all’esterno ma delicato all’interno, del Sangiovese si dice anche che sia lo specchio esatto del carattere dei romagnoli. Senza dubbio è il vino perfetto per accompagnare alcune delle più gustose pietanze regionali, come i primi piatti al ragù, gli arrosti e le grigliate, il castrato e l’arrosto, gli stracotti e i brasati.

A partire dal 1967 il Sangiovese riceve il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata, diventando il primo vino romagnolo ad ottenere la dicitura D.O.C., da allora il Sangiovese di Romagna D.O.C. può essere prodotto solo in vitigni della provincia di Bologna, di Forlì-Cesena, di Ravenna e di Rimini dove si producono anche le due varianti Novello e Superiore Riserva.

Caratterizzano il Sangiovese un colore rosso rubino, che in alcuni casi presenta orli violacei, un odore vinoso che rimanda al profumo di viola, e un sapore secco e armonico, a volte un po’ tannico. La temperatura ottimale per consumarlo è 18°C.

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