Esportare la Piadina Romagnola


Freak, una famosa canzone di Samuele Bersani, alcuni anni fa ha fatto entrare nella storia della musica italiana un verso diventato un mito del folklore di Romagna: “Dimmi dell’India, hai più pensato a quel progetto di esportare la Piadina Romagnola?” Un verso azzeccato e simpatico, che ha fatto sorridere tanti in giro per l’Italia, ma ha anche, di fatto, saputo raccogliere in poche parole un delicatissimo requiem per lo sdoganamento commerciale del più tipico dei prodotti enogastronomici della Romagna. La Piadina Romagnola venduta nei chioschetti di Calcutta…

Dagli anni Cinquanta in poi l’idea di “esportare la piadina romagnola” si è dimostrata sicuramente vincente, ed in fondo bella. È bello sotto sotto che un prodotto così tipico della Romagna possa viaggiare per il mondo e farsi conoscere da persone di altri popoli, di altre tradizioni. I problemi nascono semmai quando si esagera e si fraintende il senso di un alimento nato come Pane dei Poveri. Spieghiamoci meglio.

Succede anche in Italia, in tante piadinerie sparse lungo lo stivale dal nord al sud, che la piadina venga guardata con aria di mistero per via della sua fama di alimento tradizionale. La gente è disposta a pagare anche 6, 7 euro una piada farcita, e non si pone nessun problema a pagare un pacco da cinque piadine al supermercato fino a 3 euro e 50. Si creano in questo modo attese ingiustificate, per un prodotto che non è altro che acqua e farina. È lecito infatti per una persona che spende una cifra di questo tipo aspettarsi un alimento davvero sorprendente. La realtà è invece che nelle sue mani si troverà un panino e niente di più…

Succede allora che per dissimulare l’imbarazzo il piadinaro e l’acquirente  si incontrino a metà strada, ricorrendo al trucco delle superfarciture e delle ricette speciali per cercare di trasformare il panino in qualcosa che meriti di essere pagato più di un panino. Nella pratica daranno vita a degli autentici mostri. Se c’è bisogno di qualche esempio ecco alcune delle “ricette” più paurose che abbiamo trovato con un semplice giro tra i menu in rete. Piadina con mortadella alla piastra + patate fritte + mozzarella + salsa tartufata. Piadina con wurstel + patate fritte + mozzarella. E la più terrificante: salsiccia + mozzarella + rucola + pomodoro + speck + olive + cipolla + ketchup!!

Va bene in conclusione esportare la piadina, ma per il bene di tutti gli inconsapevoli acquirenti sarebbe giusto specificare un concetto. La piadina è l’alimento più buono del mondo, ma è pane e come pane va mangiata. Con la salsiccia alla piastra, con il formaggio e un pasticcio di verdure, con un piatto di fagioli al sugo di pomodoro… Se mai vi troverete a Calcutta, ed entrando in piadineria darete uno sguardo al menu, per rispetto della Romagna non ordinate una piada con radicchio, squacquerone, wurstel e pancetta… Anche l’India ringrazierà.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...